Amarcord

 

 

 

GENOVA è ..

“…..possiamo girare il mondo per scelta di vita, ….per lavoro,…. per cavalcare l’onda migliore, ma una cosa certa è che torneremo sempre nella nostra città, e questo è il motivo…..”

Genova è… l’aperitivo al Monumento, con la faccia abbronzata e l’espressione rilassata, dopo una giornata passata in spiaggia, con le infradito e i pantaloni di tela, una birra in mano con il sole che accarezza lo specchio di mare di Garibaldi davanti a noi e che poi lentamente scompare dietro i monti.

Genova è… noi abitudinari, con i nostri punti fermi, un po’ chiusi, un po’ introversi, un po’ diffidenti…
Non ci apriamo subito con chi non conosciamo, guardiamo a volte con sospetto chi arriva in mezzo a noi e non perché temiamo qualcosa ma forse perché amiamo le nostre certezze e tutto ciò che non conosciamo, almeno un po’, almeno all’inizio, ci intimidisce.

E rispettiamo gli spazi degli altri, non amiamo entrare a forza…Genova è… il vittimismo, abbiamo sempre la certezza di essere in credito con la sorte, di aver subito un torto, di aver ottenuto meno di quanto pensiamo di meritare.

Genova è… noi con gli scooter, sempre, con qualunque tempo… quando piove, nelle nostre cerate gialle, impavidi tra gli spruzzi sollevati dagli autobus e le luci delle macchine in coda.

Ci infiliamo negli spazi, nelle piccole strettoie degli ingorghi ed arriviamo sempre là davanti, per primi al semaforo. Vento, traffico, sole o pioggia, sappiamo che in un quarto d’ora arriveremo…

Genova è…la città che quando piove si paralizza… le macchine in seconda ed in terza fila delle mamme e dei papà davanti alle scuole, gli ingorghi del venerdì alle sei senza poi alcun reale motivo.

Genova è… la focaccia calda, profumata, mangiata alle 4 del mattino dopo una notte fuori, oppure all’intervallo a scuola o sugli scogli quando la scuola decidi invece di saltarla… a casa a colazione il sabato mattina nel caffè-latte, o quella con la cipolla a pranzo, magari in spiaggia d’estate e solo i milanesi dicono sia pesante…

Genova è… Piazza delle Erbe ed i Carruggi, che non sono piccoli, stretti ed umidi, ma vivi, che hanno la storia della città tra le pietre, che portano il profumo delle antiche trattorie e del pesto fresco, che ci regalano un po’ di respiro nelle calde serate estive e che ci riparano dal vento in inverno.

Genova è… bellissima anche d’inverno, quando le immagini in televisione mostrano la nebbia e la neve e noi ci affacciamo alla finestra e con il termometro a 8 gradi pensiamo -”Freddo stamattina!”- ed un sole soltanto un po’ più pallido di quello primaverile ci fa ritrovare in spiaggia, con il maglione e la crema solare…

Genova è… la Lanterna, insignificante agli occhi distratti dello straniero, splendida ed imponente ai nostri, che sempre la cercano guardando il porto.

Genova è… un’emozione quelle rare volte in cui cade la neve… il Monte Fasce che non sembra più nemmeno lui, le spiagge degli stabilimenti di Corso Italia imbiancate ed i bambini e forse ancor di più gli adulti che giocano come fossero in montagna…

Genova è… il piacere delle trattorie, i tavoli di legno e le brocche di vino della casa, Traso e Sussisa, le trofie al pesto ed i pansoti al sugo di noce, i menù su semplici fogli di carta e la soddisfazione sul viso quando esci…

Genova è… i sensi delle strade cambiati ogni sei mesi, le buche nell’asfalto coperte solo dopo che è caduto qualcuno, i perenni lavori e le pezze messe a coprire ancora più pericolose dei buchi.

Genova è… la Madonna della Guardia, a cui tutti, almeno una volta, abbiamo giurato di andare a piedi se quella certa cosa…

Genova è… il Righi di sera, dentro la macchina a cercare un po’ di intimità…

Genova è… troppo stretta per le nostre ambizioni, troppo antica, siamo contenti di poter andare via appena possibile ma già al di là dei Giovi ci sentiamo smarriti, come se ci avessero tolto di notte, all’improvviso, la nostra calda e sicura coperta, ci manca il mare, ci manca la sua riservatezza e non vediamo l’ora di poter tornare.

Genova è… il dialetto che ormai in pochissimi parlano… ma che quasi tutti capiscono.

Genova è… non è vero che siamo tirchi e non sopportiamo quando la gente ci identifica con questo luogo comune…a volte, siamo solo un po’ più oculati nelle spese…

Genova è… la città di Colombo e non importa se di qui se ne è andato e molti lo considerano più spagnolo… noi abbiamo la sua casa e che non si dica che non è autentica!

Genova è… la pausa pranzo fatta al mare, con il costume sotto la giacca e la cravatta.

Genova, la Nostra Insostituibile Genova.

 

Noi che…

Noi che la penitenza era ‘dire-fare- baciare- lettera- testamento”
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco DellaVittoria e Viale Dei Giardini’.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D Era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.
Noi che ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda colori’.
Noi che giocavamo a ‘Merda’ con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.
Noi che avevamo i cartoni animati belli.!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake,Mazinga,Daitan3,Gundam,Astro-Robot e Daltanious.
Noi che ‘Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly E Mark Lenders…
Noi che guardavamo ‘La Casa Nella Prateria’ anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese, un tedesco e un italiano.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa con la tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che il ‘Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c’era Happy Days.
Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween.
Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
Noi che all’oratorio le caramelle costavano 50 lire.
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!
Noi che la merenda era la girella e il Billy all’arancia.
Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!
Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.
Noi che giocavamo col Super Tele.
Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e.. ’stai sicuro che questo non vola…
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c’erano le Nike Legend e le Clarck azzurre.
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile.
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine.
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino.
Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra truccato ed eri un figo della Madonna!!!
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO.
NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!

Sei figlio degli anni 80′ se..


.. almeno una volta nella vita ti sei chiesto cosa fosse di preciso un “razzomissile” e come funzionassero i “circuiti di mille valvole”
.. almeno per una volta ti sei chiesto per quale misteriosa legge fisica, Mimì riuscisse a far scomparire il pallone e a farlo riapparire a cazzo sul campo di pallavolo…e sempre rigorosamente dentro la linea.
.. ti sei chiesto almeno una volta quanto fosse alta la rete del suddettocampo.
.. o quanto fosse lungo il campo di Holly&Benji dal momento che si vedeva la linea dell’orizzonte.
.. ti ricordi di Licia Colò che, al posto di parlar con gli orsi bianchi, parlava coi cani rosa.
.. ti ricordi di quando Gerry Scotti era ancora un dj
.. hai ballato almeno una volta Reality (del tempo delle mele) a distanza di sicurezza e sotto la sorveglianza di insegnante o genitore che sia. Magari con una scopa in mano.
.. ti sei incazzato almeno una volta perchè tua madre non ti ha comprato l’Allegro Chirurgo.
.. ricordi quando le Barbie non subivano ancora mutazioni genetiche bagnandole con l’acqua calda o fredda.
.. ti ricordi di giocattoli geniali come il Forno Harbert, la Macchina per lo zucchero filato Harbert, la Gelatiera Harbert, la Macchina dei popcorn Harbert…
.. il tuo idolo a colazione era un malato di mente romanista con il fantasioso nome di Mago Galbusera.
.. a furia di biscottini del Malato di Mente Galbusera anche casa tua sembrava un covo romanista: a colazione indossavi una tuta rossa e gialla, prendevi i biscotti da una biscottiera rossa e gialla, li inzuppavi nel latte in una tazzona da 3 litri rossa e gialla, …
.. non sei mai riuscito a completare il Cubo di Rubik.
.. baravi staccando le etichette colorate del Cubo di Rubik.
.. opure baravi staccando i cubetti del Cubo di Rubik perchè le etichette non si incollavano più.
.. ti ricordi quando le sorpresine non erano dentro gli ovetti, ma nelle merendine. E non si collezionavano. Si perdevano.
.. ti ricordi quando al piccolo MugnaioBianco Clementina (comprensibilmente) dava il due di picche (.. per via delle dimensioni? Una generazione di uomini con l’incubo delle misure per colpa dei pubblicitari?).
.. ti ricordi quando a scuola si spacciavano le gomme profumate.
.. ogni volta che pigli un traghetto ti viene in mente Gopher e ti metti sul ponte a canticchiare: “…mare profumo di areeee…con l’amore io voglio giocareeee…”
.. hai creduto almeno una volta in vita tua che i Righeira fossero davvero fratelli.
.. ti ricordi quando Paolo Rossi era ancora il nome di un calciatore
.. ti ricordi quando il Milan era in serie B e l’Inter vinceva ancora gli scudetti
.. ed infine… sei in grado di completare la seguente frase: “…arriva presto, finisce presto e di solito non pulisce il…”

 

 

Calcio dei tempi andati :


Dedicato a tutti quelli che hanno vissuto il calcio vero….che oggi non c’è più!!!!

* Noi che…finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa;
* noi che…costretti alla regola di “portieri volanti” o ” chi si trova para”,
* noi che…”portieri volanti” e…”segnare da oltre centrocampo vale?” -  “Vale…vale tutto!”
* noi che…quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo davvero i più bravi, i più importanti;

* noi che…l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta;
* noi che…avevamo sempre un soprannome possibilmente infamante ma nessuno si offendeva;
* noi che…chi arriva prima a dieci ha vinto;
* noi che…mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando incombevano le tenebre, c’era sempre qualcuno che diceva: “chi segna l’ultimo vince” incurante del punteggio che magari era in quel momento 32 a 1,

* noi che…abbiamo vissuto con terrore l’epoca delle “Espadrillas” con le quali ai piedi non si poteva giocare a pallone;

* noi che…se avevamo ai piedi le Adidas Tampico ci sentivamo piu’ forti di Pelè;
* noi che…invece avevamo ai piedi le Tepa Sport;
* noi che…il pallone di cuoio sapevano come era fatto perché lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri;

* noi che…capivano il senso della seconda maglia quando in Tv bianco e nero mandavano le immagini del derby Milan-Inter

* noi che…o il SUPER TELE (in mancanza d’altro) o l’ELITE (lo standard) o il TANGO DIRCEU se andava di lusso o nei giorni di festa

* noi che… non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale;
* noi che…il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava nemmeno in porta;
* noi che…anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal. “Goal o rigore” metteva sempre tutti d’accordo;

* noi che…al terzo corner è rigore;
* noi che…”rigore seguito da goal è goal” ;
* noi che…”siete dispari posso giocare?” – “Eh non lo so, il pallone non è mio (nel caso in cui il pretendente fosse uno scarso)!”;

* noi che…”mi fate entrare?” – “Si basta che ne trovi un altro sennò siamo dispari”;
* noi che…riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c’era scritto il nome;
* noi che…”Una vita da mediano” (Oriali-Ligabue) era già una filosofia di vita;
* noi che…il n° 1 era il portiere, il n°2 ed il n°3 i terzini destro e sinistro, il n° 4 il mediano di spinta, il n° 5 lo stopper, il n° 6 il libero, il n° 7 l’ ala destra, il n° 8 una mezzala , il n° 9 il centravanti, il n° 11 l’altra punta possibilmente mancina, il n° 10 la mezzala con la fascia di capitano perché era inevitabilmente il piu’ bravo;

* noi che…perché un giocatore entrasse in nazionale doveva fare una trafila di 2/3 anni ad alto livello;
* noi che…gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti;
* noi che…dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino ;
* noi che…quando aprivamo le bustine intonse pregavamo per non trovare triplone o quadriplone PILONI ; il 2° mitico portiere della Juve che non aveva mai giocato una partita per colpa di ZOFF;

* noi che…avevamo in simpatia Van de Korput per il nome e Bruscolotti perché sembrava più vecchio di nostro padre
* noi che…il calcio in Tv lo guardavamo solo la Domenica ed il Mercoledì;
* noi che…il sabato mattina eravamo terribilmente stanchi perché la sera prima avevamo visto Cesare Cadeo dopo Premiatissima;

* noi che…la Domenica alle 19,30 vedevamo un tempo di una partita di calcio;
* noi che…vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Necco da Napoli, Bubba da Genova, Giannini da Firenze, Vasino da Milano, Castellotti da Torino, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Strippoli “riporto” da Bari o Lecce

* noi che…”tutta la squadra dell’ Internazionale retrocede a protezione dei 16 m” (sempre Ciotti);
* noi che…ci ricordiamo i festeggiamenti del n. 1.000 della Domenica Sportiva;
* noi che…alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, Tennis. Basket e la pallavolo senza doverci sorbire ore di chiacchiere per vedere 4 goal
* noi che…Galeazzi l’abbiamo visto magro;
* noi che…”il piede proletario di Franco Baresi” (Beppe Viola); “Maradona ha mano cucita sotto il piede sinistro” (Gianni Brera);

* noi che…andavamo all’amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: “Dici a Maria se si vuole mettere con me?” Il giorno dopo tornava e la risposta era sempre la stessa: “Ha detto che ci deve pensare…”

* noi che…Maria ancora ci stà pensando!
* noi che…agli appuntamenti c’eravamo sempre tutti, anche senza telefonini;
* noi che…oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l’angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta di plastica;

* noi che…oggi sorridiamo quando in Tv si inventano i più incredibili sondaggi tipo: “chi è stato il piu’ forte giocatore di tutti i tempi: Pelè o Maradona?” senza considerare che di Pelè abbiamo visto sempre gli stessi 4/5 goal;

* noi che…se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo;
* Voi che…questo giocattolo ce lo avete rotto… brutti bastardi!

Una Risposta a “Amarcord”

  1. Higuita Dice:

    grandi.. questo è preso dallo zoo di 105!!! mitici.. :-P

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